Donghuamen: il mercato del finger food notturno di Pechino

Ormai il Tibet e il suo altopiano è alle nostre spalle, 4000 chilometri a occidente, e ci si tuffa nella rutilante capitale per… sperimentare un po’ di cibo di strada.

Donghuamen è il mercato notturno nelle vie centrali della capitale rilanciato nel 2000 come luogo per gustare i piatti tipici della cucina cinese. Vale una passeggiata tra il centinaio di stand, tutti uguali, tutti puliti e ordinati, con i prezzi in vista e gli wok fumiganti ad alta temperatura. Qui si può cenare con lo spiedino di pollo o di maiale, i wanton e altre delizie. Oppure, come ho fatto io, cogliere l’occasione per gustare le prelibatezze più inconsuete.

Il mio menù serale:

  • ciuffi di grandi calamari infilzati sullo spiedino di legno avvolto dai loro tentacoli bianchi, scottati al wok con una spolverata di spezie leggere;
  • trancetti di totano che hanno fatto la medesima fine dei calamari;
  • ostriche cotte al vapore nel loro guscio perlaceo, ricoperte da un trito d’aglio che ti satura i pori della pelle ben oltre il tempo della sera;
  • cavallucci di mare tuffati nell’onda dell’olio bollente, per un tempo più lungo degli altri piatti (un minuto circa), spennellati con una leggera salsa biancastra, che si intrufolano tra i denti e, sembra, diano grande potenza sessuale. Quest’ultimo un tema ricorrente nella cucina cinese, che non è chiaro se giustifichi la commestibilità di ogni cosa o, sul serio, proponga un rimedio a una debolezza della popolazione;
  • ravioli al vapore fritti, con ripieno vegetale di spinaci d’acqua o swamp morning-glory (Ipomoea aquatica) : le nostre colorate campanelle rampicanti;
  • croccanti scorpioni che si mangiano belli e interi, coda dritta verso l’alto compresa evitando che ti si ficchi nel palato superiore;
  • serpente di mare, tagliato a tocchetti circolari, infilzato sul solito spiedino;
  • bachi da seta ben bozzolati, dei quali senti soprattutto l’involucro e poco il sapore della larva che vi è contenuta;
  • una sorta di involtino molto simile alla nostra piadina, farcito con erbe, pollo e tanto peperoncino.

Voglio essere onesto: rimossa l’idea di stare masticando un verme o uno scarafaggio tutte queste prelibatezza esotiche hanno soprattutto il sapore delle spezie che le condiscono. La cottura rapida, ad alta temperatura, del wok rende la frittura estremamente croccante e omogenea nel sapore. Direi proprio che il segreto per poter mangiare di tutto sta proprio nel mezzo usato per cucinare e non nelle qualità del cibo, funzionale per il contributo proteico che può dare a una popolazione sempre affamata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *