Karakorum Highway: 2.500 chilometri dal Pakistan alla Cina - 2006 |
Nota bibliografica. Un consiglio molto soggettivo: per piombare dentro al clima storico e politico che rende di tanto fascino la Via della Seta vale la pena di leggere due volumi di Peter Hopkirk: Diavoli sulla via della seta, Adelphi, Milano, 2006 Il Grande Gioco, Adelphi, Milano, 2005 |
![]() 7 agosto: Islamabad – Besham - Chilas |
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Taxila è un sito archeologico lungo la Via della Seta non distante dalla frontiera con la Provincia della Frontiera del Nord-Ovest e a ovest della Capitale Islamabad: risale all'antico regno di Gandhara che era localizzato principalmente nella valle di Peshawar, sull'altopiano di Potohar e lungo il corso del fiume Kabul. Il Regno del Gandhara si sviluppò lungo un periodo che va dal XI secolo a.C. circa all'XI secolo d.C. raggiungendo il suo massimo splendore tra il I e il V secolo sotto la guida dei re buddisti Kushan. Taxila è stata un antico centro di studio buddista, collegata alla Via attraverso il passo Khunjerab e per questo frequentata da studenti provenienti da tutto il mondo buddhista. Il sito è stato in continua espansione tra il V ed il I secolo a.C. diventando, con Peshawar, uno dei due principali centri di Gandhara. Posto nel punto di giunzione di tre importanti rotte commerciali, ha anche svolto un ruolo economico e militare molto importante. L'imperatore Ashoka il Grande (273 – 232 a. C.) si convertì al buddismo dopo le sue sanguinose conquiste in India orientale e decise di rinunciare alla violenza per propagare la fede nel rispetto assoluto di ogni essere vivente, avviando una intensa costruzione di stupa e monumenti. Uno di questi si trova Dharmarajika, costruito probabilmente per ricevere le ceneri del budda, nell'ambito di un più ampio complesso monastico. E' dunque da quelle che oggi sono considerate tra le aree più radicali dell'islamismo che il buddismo intraprese il cammino verso l'Asia. |
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9 agosto: Karimabad
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10 agosto: Karimabad – Khunjerab Pass – Tash Qurgham Percorriamo l'ultimo tratto della Karakorum Highway che conduce al Khunjerab Pass sostando per le formalità di dogana al posto di controllo pakistano di Sust. Qui si sbrigano le formalità e si sale a bordo di un auto governativa che ci permette di correre lungo i circa 150 km di strada che ci divide dalla dogana cinese. Si prosegue quindi lungo i tornanti che portano al Khunjerab Pass (4700 m), poi discesa a Pirali e proseguimento tra i grandiosi paesaggi dell' altopiano del Pamir sino a Tash Qurgham: sugli sconfinati pianori erbosi pascolano greggi di pecore, yak e cammelli dei pastori nomadi Tagiki. Il trasferimento (293 km: 10 ore circa) impegna l'intera giornata. Arrivo a Tash Qurgham (3200 m), espletamento delle formalità di ingresso in Cina e trasferimento sul pulmino cinese. Antico centro di interscambio lungo la Via della Seta dominato da un antico forte, Tash Qurgham è il primo insediamento stabile che si incontra in territorio cinese. |
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Il Khunjerab Pass |
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11 agosto: Tash Qurgham – Lago Karakul - Kashgar Visita della cittadina che conta circa 20.000 abitanti, quindi partenza per Kashgar (300 km: 7 ore circa). La strada corre sull'altopiano del Pamir in un paesaggio vario e sconfinato che alterna pascoli d'alta quota, gole e aride vallate. Alla nostra sinistra scorre l'Afghanistan. Sosta al lago Karakul (3700 m) dove, nelle giornate limpide, lo sguardo abbraccia un grandioso anfiteatro di cime. Qui la catena del Kongur si profila con una quindicina di ghiacciai, mentre il massiccio del Muz Tagh Ata (7569 m), il Padre dei ghiacciai, si staglia isolato e in tutta la sua imponenza. Sugli altopiani stepposi si estendono le grandi aree di alpeggio dove d'estate i pastori Kirghisi si spostano con i loro greggi e le tipiche tende denominate yurte. Discesa a Kashgar (1260 m), il paese della frutta e dei meloni, assediato dal deserto. |
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Danze Uiguri nel parco di Kashgar (5Mb) |
12 e 13 agosto: Kashgar Giornata dedicata alla visita di Kashgar, un tempo importante centro carovaniero lungo la Via della Seta all'incrocio delle piste che, contornando a nord e a sud il deserto del Taklamakan, collegavano la Cina all'Asia Centrale. Considerata ancor oggi città di frontiera, ultima tappa prima dei passi montuosi che conducono in Pakistan e Afghanistan, Kashgar conserva la sua tradizione culturale vocazione mercantile. Nel reticolo di vicoli dell'animatissimo bazar, tra le atmosfere del passato, si incontrano le genti più svariate: Kirghisi, Curdi, Cinesi e Turcomongoli. Ci perdiamo nel pittoresco mercato della domenica, il più importante dell'estremo ovest cinese, poi visitiamo la moschea Id Kah e la tomba di Abak Hoja infine, nel grande parco, restiamo coinvolti nelle danze uiguri. |
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La piazza di Kashgar |
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A questo punto lasciare l'asfalto e imboccare il wadi (km 0, dir. SW). Dopo circa 3 km proseguire per un wadi minore: la svolta è indicata da un semplice cartello a freccia ed è in prossimità di tre casette che si lasciano a destra (km 3, dir. SSW). Si continua per SSW e poi SW fino al km 9 dove si svolta a sinistra (segnale simile al precedente, N39° 42' 50,58” E75° 32' 02,84”). Sempre avanti su terreno sassoso in direzione SSW a incontrare la casa del pastore che “gestisce le scale” (km 11, N39° 41' 43,92” E75° 32' 44,46”), ancora per SSW (km 13, N39° 40' 39,26' E73° 32' 14,35”) fino al km 15 a quota 2660 metri dove il wadi si stringe e impedisce di andare oltre in auto. Da questo punto il canyon strettissimo e con salti anche di 4 o 5 metri si inerpica nella montagna fino a quota 2850 circa e... appare l'Arco. Questo avvicinamento a piedi è facilitato dall'uso delle scale che il pastore (vedi prima) ha costruito per superare i passi più difficili (altrimenti una corda si rende necessaria!): dunque mettersi d'accordo con lui, cercandolo a casa sua o nel wadi, per avere a disposizione questi attrezzi al prezzo di 30 yuan a persona... altrimenti scompaiono in qualche anfratto. L'Arco è una meraviglia che vale sicuramente la pena di vedere. L'ultimo tratto di avvicinamento è su erto terreno erboso: la pioggia potrebbe renderlo assai pericoloso così come potrebbe rendere estremamente rischiosa la percorrenza degli strati canali del canyon. Quindi valutare molto bene le condizioni atmosferiche. Infine: andate a gettare uno sguardo al di là di quella porta naturale sugli strapiombi che si aprono sull'altro versante, avendo in faccia le grandi montagne che chiudono l'orizzonte e ci fanno desiderare una immensa altalena pronta a lanciarci nel vuoto! (nota: i punti GPS e le quote sono approssimative e potrebbero contenere un errore rilevante di qualche diecina di metri per le modalità e gli strumenti utilizzati nella rilevazione) |
14 agosto: Kashgar - Aksu 15 agosto: Aksu – Kizil - Kuqa 16 agosto: Kuqa - Korla ![]() ![]() ![]() |
18 agosto: Turfan – Urumqi
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Da Islamabad a Pechino, dove finisce questo viaggio, si può dire che ne abbiamo viste di tutti i colori... in senso positivo. Abbiamo attraversato regioni considerate rischiose, come quelle del nord del Pakistan, e bordeggiato paesi in conflitto. |
Album fotografico |
| In viaggio attraverso il Pakistan, lungo la KKH, tra le montagne del Karakorum |
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I famosi truck pakistani che "solcano" la KKH |
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A Gilgit sul ponte sospeso |
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In viaggio attraverso la Cina Occidentale, attraverso il Pamir, verso il Takamaklan e Urumqi
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Dal taccuino di viaggio |
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