La zona montuosa dell'Akhdar è molto bella e molto arida, con wadi che percorriamo con un potente Toyota LC4500 (noi Land Riveristi abbiamo fatto anche questo!) e piste che si inerpicano alte per i villaggi. E' in questa zona che sono numerose le tracce storico-archeologiche del paese, con molti forti dei secoli XVI e XVII, quasi tutti in fase di restauro, o resti di città ancora più antiche. Ed è anche la zona più abitata del paese, dove si trovano città importanti come Nizwa, Bahla o Rustaq, ormai divenute anche centri turistici di una certa rilevanza.
Il nostro viaggio, del quale non resta quasi documentazione per un inghippo digitale, ci porta a Sur, lungo una splendida costa, bordeggiando l'oceano su una comoda pista sterrata: porto conosciuto soprattutto per la costruzione dei dhow, le tipiche imbarcazioni omanite. Dopo una giornata di mare splendido, ripartenza verso nord per la città di Nizwa: accogliente, turistica, comoda, nei cui dintorni troviamo il wadi Al Mohadin, i forti di Bahla e di Jabrin che meritano una visita insieme alle tombe preistoriche in stile nuragico di Alayn.
Da questa città parte quella che per noi è stata la parte più spettacolare del viaggio: l'attraversamento della catena montuosa dell'Akhdar, per raggiungere paesini sospesi come Bilad Sayat o percorrere il Wadi Sahtan. Le piste seguono il fondo degli wadi oppure si arrampicano intorno a valli dagli incredibili strapiombi: il Toy ci passa appena, se apro la mia portiera mi affaccio su un buco di 200 metri, è il caso di guardare molto bene dove si mettono le ruote. In altri casi le frane hanno interrotto la pista e sono costretto a passare su ghiaioni sciolti e instabili. Con ancora più attenzione. Ma è incredibilmente bello e rischioso. E in fondo c'è ancora Muscat con i suoi oziI arabi.
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