Cosa portiamo

Il nostro viaggiare comincia presto, molto presto. Anzi, preparare il viaggio è un viaggiare di per sè. E ogni viaggio crea esperienza per il successivo: sul nostro taccuino, infatti, insieme ai commenti e alle note che raccontano impressioni e incontri, si susseguono le indicazioni per migliorare l’equipaggiamento, risolvere un problema, stare più comodi. Tutti impegni che ci terranno occupati prima della successiva partenza.
La nostra filosofia è semplice: andare dovunque, perché tra noi e la meta ogni ostacolo è superabile per definizione. Ma andarci trattandoci bene: una notte all’addiaccio non ci ferma né una serie di cordoni di dune apparentemente invalicabili, a patto che non ci sia l’albergo o la pista. Dunque, la logistica non definisce la nostra meta. Mai. Né mai uno sforzo è fine a se stesso. Hotel Charlie lo sa ed è riconoscente di ciò: deve sempre poter andare e… tornare.
Già, perché queste pagine cominciano proprio con Hotel Charlie e poi continueranno a crescere affrontando successivi aspetti dell’organizzazione del viaggio. Una nota di “costume”: considerato l’importanza che ha per noi la cucina, quello che riguarda cibo e bevande al campo lo si trova alla pagina dei Gastronauti, insieme alle nostre esperienze di viaggiatori gastronomici.

HC1Ma innanzitutto Hotel Charlie: un Land Rover Defender 90, Td5, anno 2000. La sua targa è ZA451HC, che interpretata secondo la cabala evidenzia una grande conoscenza del mondo (Alfa – Omega; Zeta – A), fondata sull’esperienza della vita più che sui libri (451 Fahrenheit: la temperatura a cui la carta brucia spontaneamente che corrispondono a 232,78°C); il nostro albergo viaggiante Hotel Charlie (secondo l’alfabeto internazionale). Una targa che è già un programma.

La sua attrezzatura è frutto di esperienza personale e di lunghi confronti tra sahariani, fatti ai campi tra le dune o ai raduni e agli incontri. Alla prima occhiata si nota che dispone di una classica tenda da tetto: un vecchio Air Camping (l’ultimo prodotto dHC2alla ditta italiana) con apertura sul muso. Sul tetto null’altro. Ma in compenso un potente roll cage che garantisce sicurezza in…qualunque posizione. Snorkel ciclone, verricello anteriore e seconda ruota di scorta sul cofano (inusuale per un Td5, fatto che ha reso necessario un rinforzo sullo stile del precedente Tdi). Per quanto riguarda lo snorkel, il suo montaggio richiede una certa accuratezza affinché non sia solo una proboscide inutile: Land Rover fornisce alcune linee guida generalmente utili. Ancora: pedane laterali che parano eventuali colpi e copri differenziale. Le piastre da sabbia sono montate lateralmente, all’esterno: in questo modo sono rapidissime da utilizzare e in caso di necessità (sono due piastre per lato) possono essere “allungate” fino a coprire i vetri anteriori. Una ulteriore preoccupazione per la sicurezza che abbiamo trovato utile in alcuni casi. Il grande lavoro è stato fatto all’interno, per ottimizzare il carico e gli spazi senza rinunciare a nulla. A cominciare dai due sedili che sono stati rialzati di 4 cm, con il risultato di avere più spazio per le gambe e due vani sotto gli stessi sedili: sotto al sedile di guida un cartella porta documenti, sotto a quello del passeggero una cartella con il necessario per carteggio e disegno, nelle tasche dietro ai sedili guanti da lavoro e gilet arancioni. Ancora, dietro ai sedili esiste uno spazio preziosissimo e capiente a cui si accede inclinandoli e facendoli scorrere in avanti. Anche qui è stata realizzata una mensola in alluminio ampia quanto la larghezza del Defender che divide lo spazio in una sezione bassa (pianale) e una alta (mensola): in tutti questi spazi sono caricati i nostri preziosi materiali.

Ormai l’elettronica è comune: GPS, con possibilità di collegamento a un computer portatile, telefono satellitare, monitor per il controllo dello stato delle due batterie. Una delle quali riservata ai servizi: frigorifero, fari supplementari, pompa per il secondo serbatoio di carburante da 35 litri costruito su misura per incastrarsi sotto al sedile del passeggero: una realizzazione mirabile per rispettare lo spazio rubato dalla centralina elettronica. Specificatmente sui GPS… ne abbiamo più di uno a bordo: siamo affezionati a un vecchio Garmin126 (manuale), abbiamo di riserva un altro vecchio GarminIIPlus (manuale e sua scheda breve) e un Garmin Geko201 portatile (manuale). In fin dei conti il GPS ci serve soprattutto in fuori pista, dove le carte e le mappe non ci sono quindi: massima semplicità per dirigersi verso i way point, senza altri riferimenti utili per le vocine elettroniche dei navigatori! Alla medesima batteria è connesso un inverter per avere la corrente a 220v e un compressore per il gonfiaggio degli pneumatici. Fondamentale il compressore per tornare a pressioni adeguate dopo la sabbia, nel rispetto delle specifiche del costruttore. (A questo proposito sono utili le tabelle Michelin riguardanti la pressione degli pneumatici in funzione del carico per asse su sabbia o fango e le pressioni massime ammesse in funzione dal carico su strada).Tutti gli interruttori che azionano questi apparecchi elettrici, compreso un master che li stacca in blocco, sono collocati sotto un nuovo e più grande cubby box, incastrato nell’intelaiatura del terzo sedile anteriore (sotto al cubby si trovano anche i fusibili dedicati all’impianto). Come si può notare le alette parasole non ci sono più: al loro posto una lunga mensola, in cui si incastra il CB e una quantità innumerevole di oggetti da tenere a portata di mano: occhiali, fazzoletti, piccoli arnesi, bussola, ecc. Dietro ai posti anteriori si nota un’altra grande mensola sospesa: occupa tutta la parte alta posteriore del Defender, appoggianosi sui montanti del tetto, lasciando uno spazio utile di circa 20 cm. La mensola è anche accessibile da davanti: qui sono collocate le casse dello stereo, la farmacia e il pronto soccorso, carte topografiche e manuali. Tra questi un ottimo Manuale di Pronto Soccorso realizzato dalla Croce Rossa Italiana per il Settore Sanità e Igiene della Regione Lombardia, in edizione fuori commercio del 1992: può essere scaricato in formato pdf. “pesante” circa 30Mb. Sempre a proposito: viaggiamo sempre con un Manuale d’Officina per il Td5 e con il sintetico Owner’s Handbook per Td5 in formato cartaceo e digitale.

La stessa mensola, divisa per un terzo, è accessibile dalla parte posteriore per la sua estensione maggiore. Si tratta, nel complesso di uno spazio largo quanto il Defender e profondo circa 50 cm., chiuso da una rete per evitare la caduta degli oggetti. E’ uno spazio prezioso: la biancheria e i ricambi personali sono collocati in questa area, avendo così guadagnato tanto spazio per quanto invece è più pesante e voluminoso. Infatti, un ulteriore ripiano all’altezza dei passa-ruote seziona Hotel Charlie in verticale. Sotto al ripiano i pesi: all’occorrenza due serbatoi di gasolio (con sfiato esterno) da 75 litri ciascuno, tavolo e sedie ripiegabili, ferri e attrezzatura da lavoro. Sopra, un frigorifero da 18 litri, a compressore, capace di conservare i gelati nel Sahara e un serbatoio d’acqua da 60 litri. Lo spazio restante è equipaggiato con due scatole fisse in plastica ermetica, più altre quattro che possono essere aggiunte in viaggio. Di norma preferiamo muoverci con quattro scatole in tutto, lasciando uno spazio open per eventuali necessità: acquisti, trasporti imprevisti, ecc. Le quattro scatole contengono tutto il cibo che ci è necessario, più eventuali ulteriori provviste di acqua per una autonomia di circa 100 litri di liquidi e un paio di settimane di viveri. Tra le nostre attrezzature trova comunque posto un filtro per l’acqua, che permette di eliminare batteri e altre “porcherie” Anche il portellone posteriore è stato utilizzato, applicandolo un piccolo tavolino di servizio in alluminio ripiegabile. Infine, i vetri posteriori sono stati oscurati senza essere resi impenetrabili: dobbiamo riconoscere che dopo questo accorgimento la temperatura interna, anche sotto il sole africano, è meno torrida. Queste immagini illustrano l’organizzazione interna di Hotel Charlie.

Infine è buona norma avere a disposizione una certa quantità di fotocopie dei propri documenti e di quelli della automobile per lasciarli nelle mani dell’agente che effettua un controllo ai posti di frontiera o lungo percorso. In particolare è molto utile un scheda (come quella qui allegata) che presenti i dati personali in lingua inglese e in lingua araba.

Nota per i Land Roveristi: alcuni manuali “storici” che possono tornarvi utili come il Manuale d’Officina per Defender 300Tdi e quello specifico per il motore diesel 300Tdi, ormai di difficile reperimento.