"Eravamo affezionati gli uni agli altri, per l'ampio respiro degli spazi aperti, per il gusto del vento impetuoso, la luce del sole, le speranze per le quali lavoravamo. La freschezza mattutina del mondo futuro ci intossicava. Eravamo esaltati da idee inesprimibili ed eteree, ma meritevoli di essere affermate con la lotta. Vivevamo molte vite in quelle azioni vorticose, non risparmiando mai le nostre forze: ma quando fummo vittoriosi, all'alba del mondo nuovo, gli uomini vecchi tornarono fuori e ci tolsero la vittoria, per ricrearla nella forma del mondo vecchio che essi conoscevano. La gioventù sa vincere, ma non sa conservare la vittoria, ed è pietosamente debole dinanzi all'età matura. Balbettammo che avevamo combattuto per un nuovo cielo e una nuova terra, ed essi ci ringraziarono cortesemente e conclusero la loro pace.”

(T.E. Lawrence, Seven Pillars of Wisdom, 1926)

Siamo due viaggiatori curiosi, conosciuti al mondo come Marco e Irene. La meta del nostro ritorno è sempre Milano, dove abbiamo casa. "Pratichiamo il viaggio" perché camminare il mondo con la gente è il nostro modo di farne parte: il mondo è una grande strada aperta di fronte a noi. La nostra professione, tuttavia, non è quella del viaggiatore - se non dello spirito, allora sempre! -. Irene, infatti, si preoccupa dei clienti di una grande azienda. Mentre Marco fa il professore all'università dove insegna sociologia, comunicazione e gestione della crisi. Quest'ultima nota professionale è in qualche modo utile nei nostri viaggi: prima per andarsi proprio a ficcare e poi per togliersi dalle cosiddette "situazioni scomode". Anche perché molte delle nostre mete hanno a che fare con le attività di ricerca del "professore".
Nel 1971 Marco subisce il suo primo tifone in Giappone. Nel 1982 insieme sono nel Sinai, da 4 mesi passato da Israele all'Egitto. Da allora sabbia, mine, persone, zanzare... sono una associazione libera nei ricordi di esperienze condivise: l'uno co-pilota dell'altro nella vita. Sempre con lo spirito dell'incipit di Lawrence e un po' della sua amarezza di fondo per quanto non si è portato a termine

Non crediamo ci sia qualche buona ragione per navigare nel nostro sito. Infatti, racconta quanto noi abbiamo fatto per nostra personale soddisfazione: pertanto sarebbe una pura coincidenza che il lettore condividesse questo piacere. Tuttavia, chi fosse determinato a proseguire, troverebbe racconti e impressioni di viaggio; alcune note sugli strumenti e i mezzi che ci accompagnano; dei suggerimenti sulle letture che precedono o seguono i nostri passi e, soprattutto, l'album dei viaggi dell'Orsetto. Tutto è a disposizione del lettore che può consultare, downloadare e distribuire (con preghiera di citazione). E se volesse proprio, potrebbe anche scriverci. Se non rispondiamo dopo qualche giorno, se vi interessa di noi, potete preoccuparvi.

Veniamo da...

Browsing Tibet - 2010
Socotra: un viaggio nell'isola magica dello Yemen - 2009/10
Karakorum Highway: 2.500 chilometri dal Pakistan alla Cina - 2006
Lo splendore della valle di Kathmandu e un volo al Tetto del Mondo: l'Everest - 2006
Mauritania: lungo la spiaggia fino a Oualata - 2008
Laos: il Paese di un milione di elefanti - 2008
Spedizione tra gli Yanomami - Alto Orinoco, Alto Ocamo - 1997
Tra i Saharwi col Polisario in Sahara Occidentale - 2001
Algeri e le atomiche - 2003
Oman - 2002
Da Djanet a Tam per Tagrera - Algeria - 2001
Mosca a Natale - 2008
Dopo lo tsunami nel sud dello Sri Lanka con un progetto dell'Università - 2005
In Tunisia per trovare i nomadi R'baja - 2004
Azad Kashmir - Pakistan - 2006
Tra le genti dell'Etiopia del Sud - 2004 e 2005
Kurdistan iraqeno - 2003

I viaggi indicati qui accanto si succedono in ordine cronologico di pubblicazione sul sito e non di realizzazione. Una lista completa dei nostri viaggi, per Paese e data, è consultabile alla pagina Percorsi

Le nostre pubblicazioni

Omo-Omo

Viaggio in Etiopia tra la gente dell'Omo River

Fotografie di Gianni Barili e testi di Marco Lombardi

FBE Edizioni srl - Via Jacopo dal Verme 7 – 20159 Milano
135 Pagine, 32 Euro, Dicembre 2008
http://www.leggieviaggia.it/
info@fbe-edizioni.it

Etiopia: stiamo per entrare nel nono paese più grande dell'Africa, ampio quasi quattro volte l'Italia ma con solo una manciata di milioni in più di abitanti: il più delle volte delle figurine nere vestite di bianco, eleganti, che si spostano frequentemente su lunghe distanze, a quote elevate....
Un paese di 73 milioni di abitanti, distribuiti in circa 10 etnie principali con altrettante lingue proprie (ma sono bene 82 la lingue viventi censite!), poco longevi (aspettativa di vita inferiore a 50 anni) e molto poveri (100 dollari di reddito pro capite)....

E' un paese in movimento: tagliato in due dalla grande spaccatura della Rift Valley che si osserva facilmente dallo spazio. Questa sua conformazione permette al viaggiatore di scoprire cime fredde e ventose anche d'estate, attraversate da strade tipicamente di montagna costruite dai nostri alpini; deserti caldi di sole e lava ribollente come in Dancalia; ecosistemi fluviali imponenti, vivi e vivificanti, punteggiati di laghi; savane di alte erbe flutuanti e puntute acacie, dove regnava il leone.....
Il suono dell'Omo River nel Sud dell'Etiopia è spesso coperto dal baccano di babbuini e scimmie columbus che si inseguono tra il fogliame; ma sempre evoca, con tutta la forza delle sue acque torbide, le antiche esplorazioni italiane in quella zona ancora selvaggia: il nome di Bottego, per citare l'esempio più noto, è saldamente collocato nell'immaginario collettivo delle esplorazioni africane....
Ogni viaggio in Etiopia comincia da Adissa (cioè Addis Ababa), dove si allestisce l'automobile – in genere un toyota “non troppo nuovo” con equipaggiamento per vivere nelle foreste del sud -, si definiscono gli ultimi dettagli del percorso – prima dei cambiamenti inevitabili “in corso d'opera” - e si celebra la partenza al Club degli Italiani. Si tratta, questa, di una struttura che permette al viaggiatore di riscoprire l'italianità degli espatriati di lungo corso, fatta di contaminazioni gastronomiche, di ricordi di un passato che non c'è più, di consigli per i nuovi amici di sempre che sono gli italiani di passaggio e di pacate considerazioni intorno ai problemi della quotidianità etiope....Questi personaggi di un'Italia diversa fanno da contorno importante e costituiscono il nostro ricordo di patria quando lasciamo Adissa per scendere (di circa 2000 metri) per le foreste del sud, verso il Kenya e il Sudan.....