Siria, Maaloula – 2019

Cuore cristiano e ponte fra culture e religioni

Missione in Siria 11/18 gennaio 2019.

La Siria è ancora un paese per pochi, dove la cooperazione è pressoché assente e andarci è una scelta impegnativa, consapevole e rischiosa: il risultato di questa missione è uno schiaffo alla violenza del terrorismo islamista e l’apertura di una strada pacifica alla ricostruzione per il popolo siriano. 

Il nostro essere a Maaloula comincia nell’estate del 2018 con alcuni amici dell’ong Perigeo e dei Padri Barnabiti con cui abbiamo iniziato a pianificare la missione in Siria: uno degli obiettivi è stato quello di portare una riproduzione dell’icona della Cena Misteriosa andata perduta negli attacchi dei terroristi islamisti; intorno a questo simbolo venerato si riconosceva tutta la comunità cristiana che oggi ritrova intorno alla sua icona radici, identità e forza per ripartire.

Maaloula antico villaggio a una cinquantina di chilometri da Damasco, 1500 metri di quota, ritenuto la culla della cristianità siriana, dove le comunità musulmane, greco-cattoliche e greco-ortodosse hanno convissuto da sempre, ultimo baluardo della lingua aramaica e luogo simbolo della cristianità in Medio Oriente. Maaloula luogo del miracolo che le diede nome (in aramaico significa “entrata”) quando la montagna si aprì per offrire rifugio a Santa Tecla inseguita dai suoi persecutori, può essere ancora il luogo del miracolo di una Siria pacificata e aperta a tutte le religioni.

Maaloula, dalla sua fondazione in epoca armena, è passata attraverso varie dominazioni: dal regno di Homs, con il nome di Calamona, come Seliocopolis durante l’impero romano e successivamente quello bizantino e dal IV al XVII secolo centro di episcopato.

Maaloula drammaticamente salita all’onore delle cronache della spaventosa guerra siriana, luogo di aspre battaglie fra le milizie di Al Nusra e le forze armate siriane, è stato derubato delle sue ricchezze, ma non della sua anima: il parroco della chiesa di S.Giorgio a Maaloula, Padre Toufik Eid, dichiarava nel 2015 al giornalista di “Tempi” : «.... gli islamisti hanno chiaramente voluto distruggere questo villaggio simbolo, dove si parla ancora l’aramaico, la lingua di Cristo».

Maaloula ospita il monastero greco-ortodosso Mar Taqla (Santa Tecla), dove erano conservati i resti della santa, figlia di un principe seleucide e discepola di San Paolo. Prima martire protocristiana, Santa Tecla si rifugiò nella montagna “aperta da Dio” per proteggerla da chi voleva ucciderla, luogo che da allora è diventato simbolo di spiritualità e testimonianza della vita dei santi

A Maaloula si trova anche il monastero greco-cattolico Mar Sarkis, dei S.S. Sergio e Bacco, costruito nel VI secolo d.C., dove è custodito l’altare cristiano più antico che si conosca: in forma semicircolare con i bordi rialzati, per contenere il sangue dei sacrifici, degli altari pagani, dovrebbe risalire al periodo che va dal martirio dei Santi del 307 d.C. al concilio di Nicea del 325 che impose la forma rettangolare tuttora in uso.

Su questo altare abbiamo posto l’icona della cena misteriosa, ultimo atto del suo percorso iniziato a Macerata ..

.. e continuato passando da Roma a Milano

Abbiamo lasciato a Maaloula il nostro cuore dopo l’accoglienza e il calore dei cristiani rientrati nelle loro case devastate, ma pronti a ricominciare a ricostruire il loro futuro.

Maaloula, preghiera in aramaico

Pubblicato da Perigeo IPC su Giovedì 24 gennaio 2019
Maaloula momento della cerimonia di consegna dell’icona