Cile, alla scoperta di Deolinda Correa

del Gauchito Gil e della devozione popolare – 2013

Per la seconda volta siamo insieme, io e Marco, in Cile; abbiamo deciso di andare a Sud, in Patagonia lungo la Route 9 dalle Torri del Paine a Punta Arenas fino alla fine della strada “Ruta del Fin del Mundo”


All’inizio non ci abbiamo fatto caso, poi abbiamo pensato male delle persone che buttavano le bottiglie lungo la strada, poi, con il crescere del numero di bottiglie di plastica ci siamo domandati perchè.

Così abbiamo conosciuto Deolinda Correa

Narra la leggenda, o meglio, una delle versioni della leggenda, che a metà del 1800 vivesse nella provincia di San Juan, in Argentina, una donna straordinariamente bella: Deolinda Correa.

Durante la guerra di Indipendenza il marito fu costretto a partire lasciando la moglie con un bimbo piccolo. Rimasta sola con figlio neonato, Deolinda decise di scappare, dopo molte molestie da parte di notabili del paese.

Dopo alcuni giorni, si trovò a vagare nella pampas senza acqua e cibo, allora invocò il Signore affinché le concedesse di poter continuare ad allattare il piccolo anche dopo la morte.

Un giorno del 1840, dei gauchos trovarono la donna morta, ma con il bambino, attaccato al suo seno, ancora vivo.

Deolinda fu seppellita e da subito la tomba divenne meta di pellegrinaggio e di miracoli. A Vallecito, sorse il primo grande Santuario, ma lungo le strade di Argentina e Cile sorsero tanti altarini dedicati a Deolinda, in particolare nelle zone più remote e disabitate. È frequente, passando per i santuari, vedere grandi quantità di bottiglie, queste generalmente contengono acqua “affinché l’acqua non manchi mai alla defunta”.

Il suo “culto” non è mai stato riconosciuto dalla Chiesa ufficiale, ma a livello popolare non c’è dubbio in proposito.


Gauchito Gil e la devozione popolare

Ma sulla strada abbiamo trovato anche il rosso del Gauchito Gil, il rosa delle bambine e anche Padre Pio!

Ovunque la natura diventa incombente, come nelle grandi distese di erba del Cile, dove ci si perde nell’orizzonte, l’uomo ha bisogno di crearsi dei punti fermi in cui credere, che aiutino a marcare il proprio passaggio.